Se recentemente hai pensato di impegnare il tuo oro per avere dei soldi in prestito, ti sarai sicuramente imbattuto in uno sportello di Affide. 

Allo stato attuale è la più grande società in Italia attiva nel settore del credito su pegno.

Cosa significa Credito su Pegno? E cosa significa Impegnare oro?

Il credito su pegno è una forma di finanziamento con cui puoi ricevere denaro in contante senza alcuna indagine patrimoniale e reddituale. 

Se hai bisogno di un prestito, puoi far valutare gioielli, argenteria, pietre preziose, orologi e monete. Una volta effettuata la stima, ti verrà riconosciuta immediatamente una somma in contanti sottoscrivendo una polizza relativa al valore stimato del pegno. 

La polizza può essere rinnovata prima della scadenza oppure puoi riscattare l’oggetto entro il termine massimo stabilito. Se i beni dati in pegno non vengono riscattati entro la scadenza, questi vengono venduti con un’asta pubblica presso sale attrezzate messe a disposizione dalla società.

Unicredit che fine ha fatto?  E come è nata Affide?

Fino a poco tempo fa, quasi la totalità degli sportelli che effettuavano il servizio di credito su pegno erano di Unicredit, una su tutte, la storica sede di Piazza del Monte di Pietà a Roma nel cinquecentesco Palazzo Petrignani.

Facciamo un attimo un salto indietro nel tempo.

Il Credito su Pegno nasce come attività finanziaria dei Frati Francescani per aiutare tutte quelle persone che avevano difficoltà economiche.

Non ho usato a caso la parola “aiutare”. 

Devi sapere infatti che il Monte di Pietà era un’attività senza scopo di lucro e i fondi per fare i prestiti venivano accumulati dalle donazioni che i nobili e i ricchi facevano alla Chiesa per elevarsi socialmente. 

Più donavi, più eri ben visto dall’alta società del tempo.

Come detto, quella di un tempo era un’attività senza scopo di lucro mentre Affide, marchio della Custodia Valore – Credito su Pegno Spa, nel 2021 ha generato un utile di 17,9 milioni di euro, con un incremento dell’utile rispetto al 2020 di oltre il 20%.

Come siamo passati dai frati francescani ad Affide, Società per Azioni che fattura milioni e genera utili da spavento?

Negli anni l’attività ha avuto notevoli sviluppi diffondendosi in tutta Italia. Nei tempi più recenti diventò prerogativa degli Istituti di Credito e per gran parte del tempo, il Credito su Pegno è stato gestito prevalentemente da Unicredit, più qualche altro operatore minore come InPegno.

Nel 2018 Unicredit annuncia di aver sottoscritto un accordo vincolante con Dorotheum per il trasferimento delle attività del credito su pegno in Italia. (qui il comunicato stampa di Unicredit)

Dorotheum, casa d’asta austriaca fondata nel 1700 e con una storia di oltre 310 anni, diventa in questo modo il più grande operatore in Europa, e crea in Italia il marchio Affide controllato dalla Custodia Valore – Credito su Pegno Spa di cui è proprietaria al 100% per mezzo di un’altra società intermediaria, la Custodia Valore Holding srl.

L’operazione ha previsto il pagamento da parte di Dorotheum di €141 milioni al closing nonché di un potenziale earn-out a favore di UniCredit fino a €10 milioni da corrispondersi dopo tre anni.

Ma non finisce qui.
Nel febbraio 2020 Affide rileva il ramo d’azienda InPegno del gruppo bancario CreVal per 38 milioni di euro.

Ultimo colpo di scena, a ottobre 2022 Banca Carige S.p.A. e Banca del Monte di Lucca S.p.A. perfezionano la cessione ad Affide dei rispettivi rami d’azienda attivi nel Credito su Pegno. Il corrispettivo complessivamente incassato da Carige e da BML per la transazione ammonta a €8,75 milioni.

Con questa transazione Affide rafforza la propria presenza in Italia; la società, infatti, potrà ora contare su 41 filiali distribuite su tutto il territorio nazionale e su un organico complessivo di 258 dipendenti.

Ad oggi le sedi Credito su Pegno di Affide sono presenti in queste città:

Agrigento, Albano Laziale, Ancona, Anzio, Bari, Bologna, Caltagirone, Caltanissetta, Catania, Firenze, Gela, Genova, Latina, Lucca, Mazara del Vallo, Messina, Milano, Modena, Napoli, Palermo, Perugia, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Savona, Siracusa, Torino, Trapani, Trieste, Verona, Viareggio, Vicenza.

In pochissimo tempo Dorotheum, con il suo marchio Affide, completa la sua scalata e non ha più rivali in Italia. Può così dettare le regole del mercato del credito su pegno avendo di fatto comprato tutti i concorrenti.

Gli unici players potenzialmente interessati al settore sono le banche ma tutte, in un modo o nell’altro, hanno interessi comuni con Dorotheum. 

Infatti la notizia davvero interessante è che Affide ha ottenuto una linea di credito revolving da 330 milioni di euro da un pool di banche composto da UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco BPM, Credito Valtellinese, Cassa di Risparmio di Bolzano, BPER Banca, Banca Agricola Popolare di Ragusa e Cassa Rurale di Bolzano.

Come vedi, tra chi ha venduto i propri rami d’azienda e chi ha finanziato Dorotheum, ognuno di loro da questa storia ha tratto dei profitti e nessuno è interessato a mettere i bastoni tra le ruote ad Affide.

Cosa cambia per te cliente impegnare il tuo oro con Affide oggi?

Riformulo la domanda: cosa succede quando un solo operatore ha il monopolio di un’intera fetta di mercato?

Prova a immaginarlo: non hanno più concorrenza e non c’è nessuno che può fare un’offerta migliore della loro. Di fatto, sono solo loro che decidono i prezzi del mercato.

Già prima Unicredit operava con tassi di interesse sempre di poco al di sotto dei tassi di usura, costringendo moltissime persone a pagare salatissimi conti pur di riprendere i propri gioielli.

Gli interessi non possono essere alzati perché diventerebbero fuori legge.

Come riesce Affide a fare 17,9 milioni di utili?

Applicano diverse strategie.

Ad esempio, se vai oltre la scadenza della polizza, paghi salatissime penali per lo svincolo del tuo oro. I costi accessori infatti sono aumentati tantissimo, e non c’è nessuna legge che vieta questa cosa.

In secondo luogo, la somma in prestito che ti riconoscono per i gioielli adesso è molto più alta. Detto così sembra una cosa buona, giusto? 

Ora ti mostro perché in realtà non è affatto così per te, anzi per te è una vera e propria trappola.

Prima Unicredit ti riconosceva circa un terzo del valore dei gioielli che davi in garanzia.

Ti faccio un esempio.

Se avevi una collana d’oro per un cui un Compro Oro onesto ti avrebbe riconosciuto 1000 euro, Unicredit ti avrebbe dato un prestito, al netto delle spese, di circa 350 euro.

C’era molta differenza infatti tra quanto avresti ottenuto vendendo la tua collana a un Compro Oro oppure impegnandola al banco dei pegni.

Considerato che gli interessi si pagano su quello che hai preso in prestito, ciò che dovevi pagare con Unicredit come spese vive era piuttosto contenuto ed era molto più facile per te pagare il dovuto, riscattare la polizza e riprenderti il tuo oro.

Ora con Affide le cose sono diverse, e ti mostro come.
Torniamo alla nostra collana da 1000 euro di valore di vendita.

Se la porti a uno sportello Affide, l’operatore ti riconoscerà un prestito lordo di circa 700 euro.

“Che bello! Hai preso più soldi!”
E invece no, ora ti spiego perché sono diabolicamente geniali.

Affide guadagna in tre modi dal tuo oro:

  • prendendo gli interessi sul prestito
  • trattenendo costi accessori in caso di ritardi nei pagamenti
  • vendendo il tuo oro all’asta.

Dorotheum, come detto proprietaria del marchio Affide, ha più 300 anni di esperienza nelle aste, ecco perché cercano di portarti al punto in cui, dopo aver pagato tantissime spese, tu non riesca più a riscattare gli oggetti cosicché possano venderli all’asta.

Riguardo gli interessi poi, Affide punta a monetizzarli subito.

Per spiegarlo meglio, torniamo nuovamente alla nostra collana che abbiamo preso come esempio.

Ti hanno fatto un prestito lordo di 700 euro, ricordi? Che vuol dire lordo?

Come funzionano i classici finanziamenti?

Prendi 1000 euro di prestito e ratealmente ogni mese riconosci una parte di quota capitale e una parte di interessi. In sostanza gli interessi li paghi gradualmente.

Con Affide no, gli interessi li paghi subito, ancora prima di prendere i soldi. 

Loro ti riconoscono 700 euro di prestito ma ti danno in contanti meno di 600 euro, questo perché già trattengono in anticipo quanto gli spetta.

Inoltre, avendoti riconosciuto una somma in contanti più alta rispetto al passato, gli interessi totali sono più alti perché chiaramente si calcolano in percentuale. 

Quindi oltre al fatto che stai già affrontando più spese rispetto a prima, loro decidono di trattenere fin da subito gli interessi.

E purtroppo non finisce qui.

Partiamo dal presupposto che se vai ad impegnare il tuo oro è perché sei in serie difficoltà economiche ma non vuoi rinunciare ai tuoi gioielli a cui sei legato. 

Se così non fosse li avresti venduti ottenendo almeno un 30% di soldi in più.

Vai quindi allo sportello e ti danno 600 euro per una collana che ne vale 1000. Avendo contratto un debito più alto sarà molto difficile restituirlo, quindi statisticamente aumenteranno a dismisura i rinnovi polizza a discapito dei riscatti.

Arrivati a scadenza infatti il cliente sa che se non fa nulla perde il suo oro per sempre, quindi torna allo sportello e rinnova la polizza. 

Per rinnovarla si pagano ulteriori spese e altri interessi. 

Già eri in difficoltà prima, ora devi anche spendere dei soldi che forse non hai, e questo solo per prolungare la scadenza della polizza.

In Affide questo lo sanno, quindi gli operatori allo sportello forzano la mano ogni volta per farti rivalutare i tuoi gioielli. 

Che significa rivalutare la polizza?

In pratica aggiornano la polizza con la quotazione dell’oro attuale, presumibilmente più alta di quando hai impegnato il tuo oro magari un anno prima.

In questo modo sembra che ti stiano venendo incontro dandoti qualche altro soldo ma nella realtà dei fatti loro stanno facendo solo business. (Fanno 18 milioni di utili, ricordi?).

Sanno che prima o poi rinuncerai a quell’oro perché, avendo raddoppiato la somma prestata ai loro clienti, è aumentata tantissimo la percentuale di quelli che non riescono a riscattare la polizza.

Prima di arrivare a quel momento però loro puntano a monetizzare quanto più possibile. Ecco perché rivalutando la tua polizza, fanno un nuovo calcolo di interessi e li trattengono immediatamente dalla nuova somma che devono darti.

Per non rischiare, loro si tutelano prendendosi subito nuovamente tutti gli interessi dovuti e ti daranno in contanti quei pochi spiccioli rimasti.

Storia vera: una cliente che ha venduto in perdita

L’ultima cliente a cui ho dato assistenza su come comportarsi con le sue polizze, aveva ritardato il riscatto della polizza rispetto la sua scadenza.

Errore gravissimo che Affide ti fa pagare in modo salato. 

Controllando la storicità dei clienti di Unicredit infatti molte persone arrivavano in ritardo allo sportello rispetto alla scadenza.

Superata la scadenza, mentre Unicredit era molto più flessibile e cercava comunque di venire incontro al cliente, Affide in questo caso protocolla quell’oro come destinato all’asta e se vuoi riscattarlo devi pagare una penale molto alta.

La signora in questione aveva 4 polizze e per ognuna di queste, la somma da restituire per riavere l’oro ammontava a quasi il 35% in più rispetto a quanto aveva ottenuto in prestito.

TRENTACINQUE PERCENTO IN PIU’!

Chiaramente questo extra non è relativo solo agli interessi perché come detto, la legge impone una soglia oltre la quale non si può andare.

Il trucco sta nel sezionare questi costi in più voci tra cui chiaramente altri interessi maturati, spese di riscatto oltre scadenza, spese di svincolo dall’asta, ecc. ecc.

La signora in evidente difficoltà economica sapeva che non sarebbe mai riuscita a riscattare quell’oro, quindi aveva deciso di farsi prestare dei soldi da un parente giusto il tempo di andare da Affide, ritirare l’oro e portarlo a noi di OroEtic per venderlo.

Una volta incassati i soldi dalla vendita era sua intenzione restituire i soldi al parente tenendosi la differenza in tasca per superare il suo momento di difficoltà.

Il risultato davvero triste di tutta questa storia è che la signora ha venduto l’oro in perdita.  Assurdo ma è così.

Noi le abbiamo riconosciuto davvero il massimo valore di mercato quasi azzerando la nostra commissione perché avevamo capito la situazione. E nonostante questo, ha ottenuto meno soldi di quanti ne erano serviti per disimpegnare l’oro con tutte le spese che Affide le aveva addebitato.

Cosa fare se non vuoi monetizzare al massimo il tuo oro usato?

In conclusione, se stai valutando cosa fare con il tuo oro, mi sembra evidente che impegnarlo non è più conveniente come forse poteva esserlo un tempo. La soluzione di venderlo a un Compro Oro affidabile diventa quindi l’unica che abbia un vero senso economico per te.

Qualora decidessi di venderlo oppure vuoi approfondire il tuo caso specifico, vieni a trovarci in uno dei nostri Compro Oro di:

Se vuoi prenotare un appuntamento vai qui: www.offertaoroetic.it

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