Verità banco dei pegniFino a qualche anno fa, quando ancora i Compro Oro non esistevano, nei momenti di difficolta’ l’unico modo per ricavare denaro era impegnare il proprio oro al Banco dei Pegni ottenendo in prestito quei soldi cosi’ urgenti.

Chi andava ad impegnare l’oro veniva visto, e viene visto tuttora, come una persona all’ultima spiaggia. Purtroppo si crede che sia disonorevole far sapere che si sta attraversando un periodo difficile e pochi ne parlano.

Con il diffondersi dei Compro Oro, molte persone hanno deciso di vendere il proprio oro anziche’ impegnarlo ricavandone molti piu’ soldi e tutto questo ha portato inevitabilmente una grossa flessione negli affari delle banche.

Eh si, molti non lo sanno ma il cosiddetto Monte di Pieta’ (chiamato cosi’ perche’ il primo e piu’ famoso Banco dei Pegni a Roma si trova a Piazza Monte di Pieta’) non e’ altro che una banca, Unicredit per l’esattezza.

La quasi totalita’ delle agenzie autorizzate a fare Credito su Pegno sono di proprieta’ di Banca Unicredit. E una banca e’ sul mercato con uno unico scopo: il PROFITTO.

E’ proprio dietro al profitto che si celano le ombre che il Banco dei Pegni non ha assolutamente interesse a chiarire.

Dove c’e’ poca chiarezza c’e’ maggiore manovra per l’inganno.

Una mezza verita’ può fare piu’ danni di una bugia. E quello che sto per svelarti ti fara’ realizzare che potresti aver perso moltissimi soldi.

Soldi tuoi, che erano tuoi di diritto, per legge, dillo come preferisci. Soldi che dovevi metterti in tasca e che non hai preso perche’ nessuno ti ha detto esattamente come vanno le cose. E chi era obbligato a dirti vita, morte e miracoli di quello che stavi facendo e non lo ha fatto? E’ ovvio: l’impiegato della banca. Ma l’impiegato di chi fa gli interessi? …Di certo non i tuoi. 🙁

Perciò continua a seguimi che ora ti apro un mondo, adesso viene la parte piu’ interessante.

Te lo dico in parole povere: quando impegni il tuo oro al Banco dei Pegni quello che ottieni e’ un vero e proprio prestito con tutti i fronzoli che un prestito ha per definizione.
E cioe’ degli interessi e soprattutto una scadenza.
Allo scadere della tua polizza o gli ridai quanto ti hanno prestato compresi gli interessi o si trattengono il tuo gioiello (che ovviamente hanno sottostimato per darti il meno possibile).
Tutto molto semplice!

Per farti comprendere meglio ti faccio due conti: se normalmente 100 grammi di oro 18 carati valgono ad esempio 2000 euro, per la banca il valore della stima e’ di 1000 euro. Quindi, se porti 100 grammi d’oro la banca ti presterà 1000 euro, giusto? No, Nien, Niet!

La stima e’ di 1000 euro (che e’ gia’ la meta’ del reale valore…e sono stato ottimista dicendo la meta’) ma ti presta solo 800 euro (il perche’ di questa differenza non l’ho capita nemmeno io!). Ma non e’ finita perche’ ti togliera’ in anticipo anche le spese e gli interessi del prestito (calcolati fino alla scadenza della polizza), pertanto in tasca ti arriveranno 700 euro circa.

Fin qui e’ tutto chiaro?
Se hai avuto a che fare con il Banco dei Pegni ahime’, penso proprio di si.

Ma cosa succede se NON hai la liquidita’ in denaro per riscattare l’oro?
La polizza che hai tra le mani (il foglio che ti rilasciano quando impegni l’oro) riporta i dati del prestito che ti ha fatto il Banco dei Pegni e ha una scadenza. Entro quella data devi restituire i soldi che ti hanno prestato per riavere indietro il tuo oro.

A questo punto hai due possibilita’:

  • rinnovare la polizza pagando ulteriori interessi
  • perdere i tuoi gioielli per sempre.

Torniamo per un momento ai 700 euro che ti ha prestato la banca. Se non puoi restituirli il Banco dei Pegni diventa proprietario dei tuoi gioielli e, per rientrare dei soldi che ti ha dato, li mette all’asta alla merce’ del migliore offerente.

Fino qui ancora nulla di nuovo. Ma ora arriva il bello.

Una volta chiusa l’asta l’oro sara’ venduto e la banca incassera’ il compenso.
Fine della storia? Ebbene, questo e’ quello che fanno credere gli impiegati di banca a chi come te va ad impegnare il proprio oro.

Nella realta’ dei fatti, la vendita di quel gioiello, nel 90% dei casi, rende alla banca MOLTO DI PIU’ di quanto ti ha dato in prestito. Ricordi? Abbiamo detto che il tuo oro valeva di più di quello che ti hanno prestato e quindi l’utile ricavato dalla vendita – tolti i 700 euro del prestito – E’ TUO DI DIRITTO.

Te lo spiego meglio:

  1. Tu non restituisci il prestito
  2. La banca vende il tuo oro per una cifra piu’ alta di quanto te l’ha valutato
  3. La differenza tra l’uscita (prestito) e l’entrata (vendita) formano IL GUADAGNO della Banca.

La valutazione del tuo oro era cosi’ bassa all’inizio proprio per proteggersi dalla possibilita’ che tu non ripaghi il prestito. In sostanza, vogliono essere sempre sicuri di rientrare della perdita. E tra il guadagno di cui ti detto sopra, i costi di gestione della pratica e i costi dell’asta, quello che rimane e’ un vero e proprio UTILE che per legge e’ TUO.

Vuol dire che se vai in banca con la tua polizza e ti dicono che il tuo oro e’ stato venduto, hai tutto il DIRITTO di riscuotere la differenza di denaro derivata dalla vendita.

Perciò, se negli ultimi 5 anni hai visto il tuo oro andare all’asta e possiedi ancora la tua polizza, puoi andare all’agenzia dove è stata emessa e pretendere indietro quel denaro!

Ad essere onesti, puo’ capitare che la banca si ritrovi costretta a vendere in pari o addirittura in perdita, soprattutto se ha sovrastimato il valore di qualche pietra preziosa. Questi errori degli impiegati pero’ sono sempre meno tollerati ed e’ uno scenario che accade sempre meno.

Concludendo, se hai dell’oro usato e vuoi ricavarne denaro hai due possibilità:

  • Impegnarlo in banca (ora hai tutte le conoscenze per non farti fregare)
  • Venderlo in un Compro Oro dove non potrai piu’ riavere indietro il tuo oro ma otterrai molti piu’ soldi, e subito.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: l’informazioni e la conoscenza sono le uniche armi che abbiamo per muoverci in questo mondo senza farsi fregare.

Ora che conosci tutta la verità che è dietro il Banco dei Pegni non potranno più prendersi gioco di te.