Scopri in pochi minuti perché il Banco dei pegni è passato a miglior vita da tempo e come portare fiori sulla sua tomba ti frutterà più di quanto credevi.

banco dei pegniCentinaia di persone oggi SANNO che il Banco dei pegni ormai è morto e defunto anche se tempo fa tutto questo per loro era impensabile.

Lo so, io e te abbiamo già parlato del Banco dei pegni.

Ho scritto un bell’articolo l’anno scorso proprio su tutto quello che il Banco dei pegni ti tiene nascosto e perché dovevi assolutamente starne alla larga.

Se ancora non l’hai letto corri subito a farlo e poi torna qua!

A dire la verità, ne ho parlato un bel po’ anche nel mio libro “Le verità sull’oro” e soprattutto non mi stanco mai di ripeterlo a chiunque mi chieda informazioni sul pegno come forma di accesso al denaro.

“Quindi non pensi di averne parlato abbastanza?”

NO!

Però prima di tutto facciamo una ripassatina all’argomento: il Banco dei pegni è quello che spesso viene chiamato Monte di pietà, la sostanza non cambia.

Ecco come Wikipedia lo definisce: “Il monte di pietà è un’istituzione finanziaria senza scopo di lucro, di origini tardo-medievali, sorta in Italia dopo la fine del XV secolo (1462) su iniziativa di alcuni frati francescani allo scopo di erogare prestiti di limitata entità (microcredito) a condizioni favorevoli rispetto a quelle di mercato. L’erogazione finanziaria avveniva in cambio di un pegno: i clienti, a garanzia del prestito, dovevano presentare un pegno che valesse almeno un terzo in più della somma che si voleva fosse concessa in prestito. La durata del prestito, di solito, era di circa un anno; trascorso il periodo del prestito, se la somma non era restituita il pegno veniva venduto all’asta.”

Quindi se anticamente veniva utilizzato a fin di bene (e crediamoci va, sono quasi commosso), oggi posso tranquillamente affermare che non è così.

Oggi finalmente tanta gente ha cominciato ad aprire gli occhi e a rendersi conto che il Banco dei pegni non è altro che un ulteriore mezzo per indebitarti che non ha una fine.

O meglio, ce l’ha, ma TU ovviamente non ne esci vincitore.

Mai.

Voglio a tutti i costi che tu passi dalla parte di questa gente che ha aperto gli occhi e che non fai l’errore sciocco di varcare la soglia di un Banco dei pegni.

Per fare questo, lascia che ti dica la mia sull’argomento.

Dicevamo: anticamente può essere anche che avesse dei nobili scopi, ma nel XXI secolo un Banco dei Pegni è un’impresa come un’altra.

Nasce, cresce e respira unicamente a scopo di lucro come una qualsiasi altra azienda italiana.

Ma essendo un’impresa che ha un grande bisogno di liquidità per erogare i prestiti, ecco là che la Banca (più specificatamente, Unicredit) si è “accollata” l’incarico di gestire il business del pegno.

Accollata tra virgolette perché in questo modo il pegno diventa a esclusivo vantaggio suo, tranne poche realtà private che non sono state inglobate da Unicredit ma che penso che se ancora non sono fallite, poco ci manca, e questo gli permette di poter fare il bello e il cattivo tempo con le spalle coperte dallo Stato.

Perciò il Banco dei pegni dell’era moderna nasce con lo scopo di erogare piccoli prestiti in cambio di oggetti preziosi e realizza il suo scopo quando, dopo averti spennato a lungo con rinnovi delle polizze e interessi da usuraio, non essendo in grado di riprendere i tuoi oggetti, sei costretto a cederglieli per la miseria che ti hanno prestato molto tempo prima.

“E perché non sono in grado di riprendermeli?
Prima o poi li trovo i soldi per disimpegnarli.”

Giusta osservazione Watson.

Un po’ giusta.

Ma anche molto sbagliata.

Immagina di avere bisogno urgente di soldi:

  • Ti si è rotta la macchina e non sai dove sbattere la testa per ripararla
  • Devi fare degli esami clinici urgenti per curarti e non sai dove pescare i soldi necessari
  • Sei rimasto senza lavoro e se non paghi subito quelle rate in sospeso del mutuo ti pignorano casa (sempre la banca, ma tu guarda!)

Qualsiasi sia il motivo, hai un’urgenza assoluta di avere denaro in più.

Subito, in modo facile e contante.

Come fare? Aprire un’altra finanziaria non se ne parla… già sei pieno di rate che annaspi peggio di un naufrago nell’oceano.

Quindi quella strada no.

“Che faccio? Dove mi rivolgo? Oddio che stress….”

Ed ecco qui che mi partorisci la genialata…

“Vado al Banco dei pegni a impegnare i miei gioielli. Mi danno giusto giusto quello che mi serve, e poi appena posso me li riprendo”.

Si, ah-ah, proprio così.

Ma se tu hai un bisogno disperato di soldi e ti serve un prestito per coprire debiti o spese improvvise che ti hanno gettato nella m…a, mi spieghi poi come farai a restituire la stessa cifra + interessi nel giro di poco tempo?

Ora, se i soldi li hai va bene, puoi restituirli.

Ma tu il prestito al Banco dei pegni lo stai chiedendo perché NON LI HAI.

E credimi, non è come la finanziaria che ti dà soldi in cambio di soldi.

Nel caso del Banco dei pegni tu stai chiedendo soldi in cambio di metalli e oggetti preziosi.

La differenza tra le due cose è abissale, un po’ come quella che c’è tra una carbonara con la pancetta e una con il guanciale.

Una fregatura, in sostanza.

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Quando chiedi soldi per soldi a una finanziaria più o meno hai a che fare soltanto con gli interessi come costo aggiuntivo.

Quando però metti in mezzo oggetti preziosi – e parliamo prevalentemente di oro – il Banco dei pegni non ti darà mai come prestito il vero valore dell’oggetto in quel dato momento di mercato.

Per tanti motivi, ma principalmente perché spera che molto probabilmente non sarai in grado di restituire la somma che ti presta e quindi si rivarrà sull’oggetto che gli hai lasciato.

Allo scadere dei termini, l’oro diventa suo e se lo rivenderà in modo da riprendersi indietro la somma che ti ha prestato più una parte di soldi, di solito giustificata con nomi ambigui come “apertura pratica” e “chiusura pratica”.

Morale della favola, non solo hai ottenuto un prestito ridicolo magari impegnando una catena d’oro che a comprarla al negozio ti chiedono un rene, ma se non sei in grado di tirare fuori quei soldi per disimpegnarla… puff!

Svampata, segnò.

Sei d’accordo con me che questo non è proprio il metodo migliore per ottenere i soldi che ti servono subito?

Se vuoi essere preso per un ingenuo, ottenere pochi soldi in cambio di un bell’oggetto che vale 4 volte tanto e perderlo comunque perché tanto non sarai mai in grado di riprenderlo, allora fai pure.

Ma se hai VERAMENTE bisogno di avere il massimo dei soldi che riesci a raggranellare in giro per uscire dalle difficoltà finanziarie che ti hanno azzannato alla gola, l’oggetto d’oro che hai non lo devi impegnare… lo devi VENDERE!

Perso per perso, tanto vale ricavarci la più alta cifra possibile e questo è il modo più intelligente.

“E si ovvio, tu hai il Compro Oro, ci credo che mi dici così”.

Certo, proprio perché ho un Compro Oro conosco bene la materia e conosco le magagne del settore.

Se il pegno fosse stato un servizio che oltre a darmi un guadagno fosse anche utile alla comunità, avrei aperto un’agenzia di pegno privata.

Ma come ti ho spiegato, non lo è.

Quello che cerca di fare è solo aumentare l’indebitamento del cittadino medio e allo stesso tempo privarlo di una risorsa preziosa che gli avrebbe fruttato 4 volte tanto se l’avesse gestita con più oculatezza.

E comunque non è detto che devi vendere quell’oggetto a me.

Puoi farlo dove vuoi basta che metti in pratica i consigli che ti metto a disposizione e scegli il Compro oro più professionale a tua disposizione.

Qui sul blog hai la possibilità di capire come fare senza il rischio di essere fregato.

Se poi ancora non sei convinto puoi fare una prova: affacciati al Monte di Pietà a Campo di Fiori e dai una sbirciata alla sala d’aspetto… ti posso assicurare e giurare su quanto ho più caro che quella sala solo un paio di anni fa già alle 7 di mattina sarebbe stata più affollata del concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo.

Oggi ci trovi sì e no 15/20 persone a dire tanto.

Chiediti perché.

E non è perché la gente non ha più oro.

Io sono aperto e gli affari vanno discretamente bene, quindi non è quello il motivo.

Il motivo è che la gente ha cominciato da tempo a capire che non è saggio indebitarsi ancora di più per ottenere, per esempio, 1000 euro in cambio di un mucchio d’oro che a venderlo gliene avrebbe fruttati 4000, con la paura più che reale di perdere quegli oggetti lo stesso.

E che tanto vale sfruttare fino all’osso una risorsa preziosa che non va assolutamente buttata via così.

Tu getteresti la possibilità di ottenere i soldi che ti servono come il pane (e anche di più) nel gabinetto, solo perché i nonni hanno sempre portato l’oro al Monte di Pietà e quindi ti sembra naturale continuare così?

Non credo.

I tempi cambiano, il mercato cambia, quello che una volta poteva essere un buon affare oggi non lo è più. E se non ti aggiorni, non ti adatti, rimani schiacciato.
dove siamoPerciò valuta bene quello che ti ho detto prima di rivolgerti a un Banco dei pegni, rifletti bene su quanto ti ho detto in questo articolo. Mi ringrazierai per averti fatto evitare una grossa fregatura.

Se invece hai già impegnato il tuo oro, mi dispiace ma il danno ormai è fatto. Qualche grasso impiegato di banca sta ancora ridendo alle tue spalle.

Ma oggi mi sento buono…quindi facciamo così.

Scrivimi il tuo caso specifico a info@vendereorousato.com e cercherò di aiutarti a recuperare parte di quei soldi che, se non fai esattamente come ti dico, brucerai a brevissimo come carta velina.

Ti indicherò il modo più indolore per uscire dal pantano in cui ti sei infilato.
Non per colpa tua, sia chiaro.
Non potevi sapere i meccanismi malsani che ci sono dietro questo mondo.

Non potevi saperlo perché il “sistema” vuole che tu sappia meno cose possibile rimanendo così intrappolato nella ruota del criceto.
Più corri, e più la ruota gira veloce, ma sei sempre all’interno della tua gabbietta.

Cercherò di aiutarti ma a un solo patto:

  • Tu mi scrivi UNA SOLA email in cui sarai il più dettagliato possibile sulla tua polizza di pegno, così da fornirmi gli elementi necessari per fare una valutazione del tuo caso (data di pegno, eventuali rinnovi, valore stimato, filiale che ha fatto la prima valutazione, scadenza della polizza).
  • Aspetti buono una mia risposta senza tampinarmi con altre email o telefonate ai miei collaboratori.
  • Ti do le mie indicazioni (GRATIS). Tu puoi scegliere se seguirle o meno, ma non cercherai di convincermi che hai fatto bene ad impegnare il tuo oro.

Ok? Accordo fatto?  😉

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