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Siamo nel bel mezzo di un altro evento di portata mondiale, il crollo della Silicon Valley Bank. 

La banca delle start up tecnologiche con sede a Santa Clara, in California, polo economico delle società internazionali specializzate in tecnologia come Apple, Facebook e Google, è finita all’asta e le conseguenze a livello economico si stanno già facendo sentire a livello economico in tutto il mondo.

Dopo la Pandemia, la guerra tra Russia e Ucraina, ora sulle scene internazionali c’è anche il crollo di una delle più grandi banche americane e c’è già chi ne parla come dell’inizio di una crisi economica come quella del 2008.

Quel che è sicuro è che si tratta del più grande crollo bancario degli ultimi 15 anni perché coinvolge una Banca che fino a pochi giorni fa era ben al sedicesimo posto tra quelle degli Stati Uniti con depositi bancari di quasi 200 miliardi di Dollari.

Cerchiamo ora di capire le motivazioni che hanno portato a questo crollo e quali potrebbero essere le conseguenze.

La prima motivazione è stata sicuramente l’aumento degli indici di interesse avvenuto a inizio Febbraio per contrastare l’inflazione tornata ai massimi dagli anni ’80.

Con l’aumento del costo del denaro, investire è diventato più difficile e quindi molti clienti hanno iniziato a spostare i propri fondi su altri istituti bancari con tassi di interessi più bassi.

Oltre a ricevere denaro dai propri clienti, parte integrante dell’attività bancaria consiste anche nel prestare denaro in cambio di un tasso di interesse. 

Prestare soldi è sempre rischioso e lo è stato anche per la SVB seppur abbia scelto di investire nell’investimento più sicuro che c’è, ovvero quello in titoli di Stato americani (i cosiddetti Treasuries).

Il problema in questo caso è stato che il tasso di interesse è aumentato troppo e troppo velocemente, così un numero crescente di clienti ha iniziato a chiedere indietro il proprio denaro ma questo denaro era vincolato in titoli di stato impegnati ancora a lungo termine.

Si è trattato di incapacità manageriale nel prevedere aumenti di tassi? 

Può darsi, fatto sta che la Banca si è trovata in affanno sulle liquidità e non ha retto al colpo, ha ceduto i titoli più semplici per reperire contanti ma non è bastato.

C’è però anche un’altra motivazione che ha radici ancora più profonde: la scommessa perduta di un mondo completamente digitalizzato iniziata durante il lockdown e che non ha portato, purtroppo, i risultati sperati.

Il mondo tecnologico e con lui le relative start up sono cresciute tantissimo durante la prima fase della Pandemia, nel 2020, ma già dal 2021 hanno avuto un lieve rallentamento che le ha portate ad un grande arresto nel 2022. 

Già dalla fine dello scorso anno, quindi, era evidente stesse iniziando una crisi finanziaria del settore e che prima o poi le conseguenze sarebbero arrivate.

Essendo diminuito il lavoro nel campo delle start up tecnologiche, sono iniziati i licenziamenti di massa, tutti fattori che non hanno di certo invogliato gli investitori a continuare a indirizzare i propri soldi in questo campo. 

Ecco allora che le banche che si occupavano soprattutto di questo settore, come la Silicon Valley Bank, hanno iniziato ad andare in forte sofferenza.

Poi con gli aumenti degli interessi di fine febbraio è iniziato il “bank run” cioè letteralmente la corsa al ritiro del proprio denaro dalla Banca facendo prima crollare in un solo giorno, il 9 marzo, il titolo della SVB del 60% fino ad arrivare poche ore dopo al commissariamento da parte della Federal Deposit Insurance Corporation

Ma ora cosa succederà?

La SVB è intanto già all’asta e nel frattempo anche altre banche stanno crollando: come la First Republic, che ha perso quasi il 30%, e la Signature Bank, che ha perso un terzo del suo valore da mercoledì sera.    

Il mondo dell’innovazione tecnologica è insomma completamente in stand by e questo rappresenta davvero un duro colpo per l’economia statunitense e mondiale.

Cosa importa a te di tutto questo?

Tralasciando discorsi di gestione e pianificazione finanziaria che dovresti rivedere per proteggerti da questi scossoni del mercato, per quanto riguarda il tuo oro fisico (vecchi gioielli, lingotti, monete da investimento) si prospetta per te una grande occasione di guadagno.

Oggi infatti hai la possibilità di vendere il tuo oro e metterti in tasca molti più soldi in confronto alle scorse settimane.

Abbiamo imparato che quando il mercato finanziario subisce forti scossoni, l’oro sale molto rapidamente. E anche questa volta, senza smentirsi, sta accadendo di nuovo.

In poche ore il prezzo dell’oro in borsa è schizzato verso l’alto.

Ecco quindi che vengono toccati anche i tuoi interessi, in positivo chiaramente, se vuoi vendere dell’oro e stavi aspettando l’occasione giusta per farlo. Ti è appena stata servita dalla Silicon Valley.

In queste ultime oro l’oro è salito alle stelle, toccando i 57,54 euro proprio ora, nel momento in cui ti sto scrivendo.

Il rialzo è stato di oltre 2 euro in pochi giorni e questo è un dato estremamente vantaggioso se hai in mente di vendere dell’oro. 

Nessuno sa cosa accadrà nelle prossime ore a livello internazionale e le relative ripercussioni sulle quotazioni di Borsa ma quello che sappiamo per certo è che si è creata un’occasione PERFETTA per poter vendere oro e ottenere il MASSIMO RENDIMENTO dalla vendita degli oggetti che non usi più.

Non aspettare ancora, questo è decisamente il momento migliore per monetizzare al meglio dalla vendita del tuo vecchio oro nascosto in un cassetto e inutilizzato da anni.

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